Servizi alla persona - Ambito Territoriale Dalmine

AREA DISABILI

Estratto indicazioni operative sul funzionamento dei Servizi Territoriale Disabili dell'Ambito territoriale di Dalmine, approvate dall'Assemblea dei Sindaci nella seduta dell'1 marzo 2010


Questo elaborato nasce dall’esigenza di modificare le linee guida approvate dall’assemblea dei Sindaci in data 8 maggio 2006, alla luce dall’evoluzione normativa regionale, che ha definito le caratteristiche del servizio di formazione all’autonomia. Questa modifica ha evidenziato la discrepanza tra i servizi esistenti nel territorio dell’ambito e le indicazioni contenute nella Delibera di Consiglio Regionale n. 7433 del 13/06/2008.
Pertanto è stato necessario rivedere le linee guida esistenti adattandole ai servizi non riconducibili ai criteri dettati dalla normativa sopraindicata, senza però intaccare l’idea di servizio per disabile che era sotteso nelle precedenti linee guida.

  • 1. Che cosa č il Servizio Territoriale Disabili

    Il Servizio Territoriale Disabili ha lo scopo di sviluppare le capacità di autodeterminazione della persona disabile attraverso attività e iniziative che riescano a metterne in risalto le effettive potenzialità.
    E' uno spazio pensato per accogliere le varie esigenze della persona con disabilità: dal bisogno di relazione al bisogno di sperimentarsi in attività lavorativa, dal bisogno di vivere momenti di tempo libero al bisogno di esprimere la propria creatività attraverso vari percorsi artistici.
     L'STD è progettato e organizzato secondo le necessità di chi lo abita e di chi lo abiterà in futuro, per questo motivo deve avere in sé la flessibilità necessaria per poter sempre rispondere alle nuove esigenze che il territorio porta.
    L'équipe dell’STD  pensa e progetta spazi e momenti per le famiglie delle persone disabili, nodo importante della rete su cui il servizio si appoggia. Le famiglie sono coinvolte in numerosi momenti di incontro durante l'arco dell'anno, all'interno dei quali viene condivisa la programmazione e la progettualità del servizio o ci si confronta rispetto al caso singolo. Il lavoro con le famiglie ha l'obiettivo di creare un patto educativo necessario per portare avanti il progetto con l'utenza ma anche di andare incontro alle esigenze che le famiglie stesse portano al servizio, cercando di creare benessere e di portare “normalità” all'interno delle loro vite.
    L'aspetto territoriale caratterizza fortemente l’STD determinandone le scelte progettuali: oltre ad essere presente nel territorio e accoglierne le persone disabili, si propone  come mediatore tra l'utenza e la realtà territoriale, cercando, ove possibile, di far incontrare e di far collaborare queste due entità. Da un lato infatti c'è l'esigenza della persona disabile di essere inserita in contesti vitali di normalità, dall'altro c'è l'esigenza di un territorio di fare esperienza della relazione con l'altro, in questo caso la persona disabile.
    Il Servizio Territoriale Disabili negli ultimi anni si è dato questo preciso scopo integrando all'interno della sua programmazione progetti rivolti al territorio, vedendo nel territorio una risorsa importante per il servizio stesso, dando così agli utenti una maggiore possibilità di sperimentarsi in contesti ed attività diverse.
    Se da un lato lo sguardo sul territorio ha permesso di aumentare l'unità di offerta per gli utenti, dall'altro permette al territorio di conoscere e di confrontarsi con una realtà che spesso è invisibile ma che porta in sé molta ricchezza.
    L'STD si pone l'obiettivo di crescere con la comunità affinché non risulti semplicemente un servizio sul territorio, ma diventi una risorsa per la comunità.
    Per questo motivo il lavoro con i volontari e le diverse realtà locali diventa determinante per l' STD poiché porta, da un lato la comunità all'interno del servizio rendendolo parte attiva, dall’altro le persone in carico al servizio “escono” per incontrare il loro territorio.

  • 2. I servizi
    I servizi  che maggiormente sono presenti nei STD sono:

    • Laboratori educativi, intesi come spazio educativo protetto non continuativo.
    • Progetti mirati di territorio (PMT) o progetti di integrazione territoriale (PIT), intesi come accompagnamento del disabile in agenzie del territorio e graduale allontanamento della figura educativa di supporto, in modo da consentire un inserimento autonomo e continuativo.
    • Progetto tempo libero, inteso sia come promozione, supporto e formazione nei confronti del volontariato perché si attivi nel creare occasioni di tipo ricreativo per i disabili, sia come attivazione di iniziative per il tempo libero dei disabili, come ad esempio i soggiorni estivi.
    • Progetti in agenzie territoriali (es. Centro Aggregazione Giovanile, Centro Diurno Anziani, ecc.) volti all’inserimento in modo continuativo del disabile con la presenza costante dell’educatore.
    • Spazio diurno



CONTINUA: indicazioni operative sul funzionamento dei Servizi Territoriale Disabili dell'Ambito territoriale di Dalmine (documento integrale)

ALLEGATO: nota sui progetti mirati di territorio e il disabile con invaliditā del 100% con o senza accompagnamento